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La medicina predittiva è una branca della medicina che attraverso uno specifico approccio diagnostico ha la possibilità di predire il rischio di insorgenza di una patologia in un individuo sano.

La medicina predittiva si rivolge prevalentemente a chi non ha ancora sviluppato patologie particolari per cercare indizi che ne suggeriscano la predisposizione. In questo modo sarà possibile intervenire prima della manifestazione patologica o in una fase precoce della stessa, in modo da impedire o limitare lo sviluppo della patologia stessa tramite la scelta di uno stile di vita adeguato, sottoponendosi periodicamente a test di diagnosi precoce o adottando le necessarie misure terapeutiche

Sebbene ci siano diverse discipline medico scientifiche afferenti al concetto di medicina predittiva, la genomica, ossia lo studio del genoma umano, è sicuramente quella con più potenzialità

Ma come funziona?

La sequenza del DNA umano è condivisa tra tutti gli esseri umani al 99,5%. Solo lo 0,5%, infatti, dell’intero genoma, ovvero circa 10 milioni di basi su 3 miliardi, è responsabile dell’unicità di ogni individuo. Le combinazioni di queste piccole differenze, chiamate SNPs, Single Nucleotide Polimorfism, determinano le caratteristiche uniche di ogni individuo, in primo luogo i tratti somatici, come il colore degli occhi o dei capelli ma anche l’intolleranza a determinati composti e possono essere responsabili della predisposizione a determinate patologie o alla risposta a una specifica terapia farmacologica


Proprio sullo studio e l’analisi degli SNPs si concentra la medicina predittiva, che negli anni ha saputo capire e associarli a determinate predisposizioni patologiche. Allo stesso tempo però gli SNPs possono indicare la miglior cura da seguire o il farmaco da evitare per il trattamento di alcune patologie. Il Ministero della Salute, nell'ambito del Piano nazionale prevenzione 2010/2012, a proposito della medicina predittiva afferma:

“La medicina predittiva permette di determinare il profilo di rischio di ciascuna persona, di monitorarne l’evoluzione e di realizzare appropriati interventi preventivi oltre che di selezionare la terapia, la dose e il tempo di trattamento migliori. La medicina predittiva quindi si pone come medicina dell’individualità, ma per essere tale richiede un processo di crescita definito non solo dal progredire della ricerca di base ma ancora di più dalla capacità dei medici, degli altri professionisti della salute e dei pazienti di valorizzare la disponibilità e l’uso di informazioni di rischio individuale, in particolare genetiche, e di essere però consapevoli dei limiti e/o inconvenienti legati a questa nuova situazione”.